Siamo pronti a ritornare al lavoro?

Durante tutta l’emergenza Covid-19 Secretary.it c’è sempre stata: siamo stati accanto alle e agli Assistenti della Community proponendo contenuti di qualità attraverso un’offerta formativa dedicata, webinar gratuiti, consulenze, coaching, testimonianze video ed un sondaggio volto a comprendere i bisogni e le necessità, per studiare le azioni da mettere in campo per far sentire gli iscritti sempre all’altezza di ogni situazione e per proseguire la propria crescita.

La survey, lanciata pochi giorni dopo la fine della fase 1 – tra il 15 maggio e il 10 giugno 2020 – ha visto 350 compilazioni.

Covid-19 e fasi successive
Il punto di vista della Community
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Le risposte

Dalle risposte, che vedono una maggiore partecipazione nelle regioni del Nord e Centro Italia con Lombardia (58%), Emilia Romagna (9.4%), Piemonte (7.1%), Veneto (4.4%), Lazio (10%), è emerso che la maggior parte ha lavorato in smartworking (54%), una piccola parte è rientrata stabilmente in ufficio (11%), mentre circa il 25% risulta essere in cassa integrazione.

L’inizio della fase 3 non ha modificato molto la situazione: il 52% dei rispondenti infatti non ha ripreso le attività in ufficio. Solo il 32% ha ripreso la normale vita lavorativa mentre un 16% vive ancora una fase di incertezza.

Il lavoro

L’emergenza ha stravolto le vite di tutti e ha alimentato ancor di più i timori; le maggiori preoccupazioni relative al rientro in ufficio riguardano i possibili contagi, i disagi legati all’osservanza dei protocolli e dover usufruire dei mezzi di trasporto pubblici per raggiungere il luogo di lavoro. Nonostante ciò, il 75% dei rispondenti si sente pronto a riprendere l’attività lavorativa in ufficio.

Il lavoro da casa è stato vissuto abbastanza positivamente dalla quasi totalità dei rispondenti ma sono emerse diverse criticità: scarsa comunicazione e motivazione da parte di capi e colleghi, difficoltà nell’organizzazione famigliare, il mancato contatto diretto con i colleghi e la mancanza di tempistiche certe.

Alcune aziende però hanno formato adeguatamente il personale in relazione allo smart/home working e hanno messo a disposizione tutti gli strumenti necessari per poterlo svolgere in maniera efficace (Pc e VPN) puntando molto sull’aumentare la motivazione verso l’obiettivo, attraverso un’adeguata comunicazione interna e da remoto e di conseguenza ottenendo maggiori risultati di produttività. Dunque, la situazione ha sicuramente obbligato molte aziende alla digital transformation e a considerare lo smartworking, se ben organizzato, come un’alternativa valida al lavoro in presenza anche per il futuro.

L’attività formativa

Con oltre 4.000 partecipazioni e circa 50 webinar offerti fra i mesi di marzo e giugno 2020, gli argomenti più seguiti e apprezzati sono stati quelli di tipo motivazionale/relazionale e quelli relativi all’organizzazione e agli strumenti di lavoro e ai tools digitali .

I webinar si sono dimostrati e si rivelano tuttora un ottimo modo per rimanere aggiornati e per interagire con persone in un periodo in cui la socialità è stata ridotta ai minimi termini.

 

Le difficoltà di uno possono essere le difficoltà di tanti

Questo motto è stato il filo che ha unito il nostro calendario, trasmettendo quel senso di vicinanza e interesse su cui una Community può e deve sempre contare.

Secondo i partecipanti al sondaggio, fra le tematiche che meritano un approfondimento:

  • comunicazione con capi e colleghi
  • gestione del tempo
  • mindfulness
  • gestione dei conflitti aziendali e personali
  • i social network a uso professionale
  • organizzazione di viaggi ed eventi post Covid-19
  • smartworking
  • valorizzazione del proprio ruolo nell’ambito lavorativo (Leadership, People Management, autostima e Boss Management).

 

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