Storie della Community

LETTERE ALLA REDAZIONE

Diecimila iscritti, tantissime storie di vita e amicizia, ciascuna speciale e perciò preziosa.

Se nel blog trovate tantissime interviste, in questa sezione la community ti presenta una selezione di lettere di colleghe/i che hanno voluto condividere con noi. Una vicenda professionale, un’esperienza di crescita personale, un momento di difficoltà o di cambiamento in cui il nostro network, i docenti e consulenti vi hanno affiancato e supportato per superarlo.

 

Oramai anche gennaio è passato e si avvicina sempre più il fatidico “compleanno” del primo lockdown. Come ogni compleanno che si rispetti ci porta a ragionare su quello che i 12 mesi ci hanno portato, si fanno dei bilanci, e mai come quest’anno il bilancio è dolceamaro. L’amarezza, l’abbiamo imparata a conoscere tutti, accompagnata anche dal dolore, dalle lacrime e dal sentimento di impotenza con cui abbiamo imparato a farci i conti, abbiamo scoperto le nostre debolezze ma anche la nostra forza.

Ecco la forza. Io ho usato la mia forza per vincere l’impotenza di gestire questi eventi. Dopo le prime due settimane di clausura forzata mi sono ritrovata tra le mani un bene prezioso, che non ho mai avuto: il tempo. Così, ho ripercorso i miei pensieri, i miei desideri. Quante volte mi sono detta che avrei voluto approfondire quell’argomento, dipingere, realizzare quel maglione visto su una rivista. E così ho iniziato a leggere, poi la lettura è diventata studio, lo studio è diventato approfondimento, partecipazione a seminari, ricerca online. Più cose imparavo e più la voglia di sapere cresceva. Come da bambina.

Ho pensato di scrivere questa mia testimonianza dopo una piacevole chiacchierata telefonica con Vania, perché tutto è partito proprio dalla Community e dalla consapevolezza di avere con me tantissime colleghe assistenti, su cui poter contare e con cui condividere giorni e situazioni difficili.

E per chi volesse uno stimolo in più, vi dico che tutto ciò si è trasformato in energia e positività anche in questa modalità di smartworking prolungato.  Non abbiate paura a mettervi in gioco, a imparare cose nuove, a volervi bene, a rimettervi al centro della vostra vita. Un piccolo passo, ogni giorno diventa un cammino, fate che questo cammino riscopra la parte più bella di voi.

Barbara Sabbioni – CEO Executive Assistant Europ Assistance Italia S.p.A.

 Sono nella Community da 8 anni, con un interesse sempre crescente; non vi ho mai scritto finora, ma dopo aver partecipato ad un “Caffè con le Assistenti” ho deciso di raccontare alle colleghe della Community quella che trovo essere una best practice positiva e abbastanza unica, una storia che parla di cultura della comunicazione all’interno dell’azienda, di uno stile di leadership e del valore delle piccole cose. Il nostro lavoro di Assistenti si compone di tante attività, grandi o piccole – dal progetto di rilievo, all’organizzazione, l’agenda, la telefonata, i feedback, come anche l’inoltro di una mail –  è il significato che attribuiamo a questi compiti che ci fa apprezzare quello che facciamo e ci fa arrivare a fine giornata stanche ma soddisfatte.

Il 2020 è stato per tutti un anno particolare, di smartworking, resilienza e innovazione. I nostri uffici sono stati chiusi a lungo, per tutto il periodo del primo lockdown, il più duro e inaspettato. Proprio a marzo, nel contesto di emergenza ed incertezza nel quale ci siamo trovati, è nato il “diario di bordo”. Prendendo spunto dalla vicenda del Comandante Gennaro Arma, il nostro Amministratore Delegato ha deciso di condividere ogni giorno con tutti noi dipendenti, il suo “equipaggio”, un messaggio via mail con i suoi pensieri, commenti sui fatti di cronaca, esperienze personali o aggiornamenti sul business.

La collaborazione tra il mio Manager e me è stata spontanea e immediata, quasi senza parlarne: a lui il compito di preparare il contenuto, a me quello di leggerlo in anteprima, inviarlo quotidianamente alle 9.00, raccogliere e veicolare i messaggi. Già dopo i primi diari, abbiamo capito e condiviso tra noi l’importanza di questo appuntamento. L’Amministratore per primo si è messo in gioco, si è raccontato e si è fatto conoscere e hanno iniziato ad arrivare risposte, foto e commenti. C’è stata grande partecipazione! Il diario è diventato una sorta di filo rosso, che ci ha fatto sentire uniti, rafforzando il team e il senso di appartenenza. Tutto questo materiale raccolto è stato trasformato nel libro “Attraverso il lockdown – il nostro diario”, che è stato inviato a Natale a tutti i colleghi, una sorpresa che ha suscitato grande emozione.

Questo modo di comunicare è rimasto, il diario è ripartito con la nuova chiusura della sede in autunno e continua tuttora come appuntamento settimanale, con qualche extra ogni tanto. “Manuela, mandiamo un diario” è diventato sinonimo della necessità o spesso della voglia di condividere qualcosa, senza che sia una comunicazione ufficiale, ma tramite questo canale aperto allo scambio.

Sono orgogliosa di aver preso parte a questo progetto, portato avanti con grande costanza e dedizione, anche nei momenti più cupi del lockdown. Si è trattato di inviare un messaggio, di dare suggerimenti per il contenuto, di esprimere le mie impressioni, di leggerne il mood oltre alle parole, in sintesi di esserci e di crederci. Concretamente quest’esperienza mi ha permesso di conoscere di più alcuni colleghi e ha sicuramente contribuito a sviluppare ulteriormente il rapporto tra me e il mio Manager, in termini di fiducia ed empatia.

Grazie del vostro tempo e a presto 

Manuela Ledda – Assistant to Country Director @ Vaillant Group Italia S.p.A.

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ARTICOLI E INTERVISTE DEL BLOG

Il blog Secfretary.it raccoglie una serie di articoli e interviste che la Redazione ha redatto coinvolgendo alcune Assistenti della Community, che hanno raccontato la loro esperienza professionale per essere un esempio per le colleghe.